C'è un momento preciso in cui uno smartphone smette di essere un semplice strumento e diventa un oggetto del desiderio.

Motorola lo sa bene, e negli ultimi anni ha vissuto esattamente sul confine sottile fra tecnologia e stile di vita: telefoni rivestiti di cristalli Swarovski, colorati con le palette certificate Pantone, progettati come un accessorio di moda prima ancora che un dispositivo connesso. Un lavoro che ha dato i suoi frutti: in Italia la fetta di mercato di Motorola ha superato il 13%. Dietro questo risultato c'è anche Ruben Castano, a capo del design e della consumer experience: è stato lui a introdurre il concetto di “collezione” all’interno dell'azienda di Chicago, oggi parte del Gruppo Lenovo.

Concentrarsi sull’estetica, nell’era dell’IA, può fare la differenza. Quando gli algoritmi diventeranno invisibili e onnipresenti, e gli utenti non dipenderanno più unicamente da uno schermo per accedere alle informazioni e all'esperienza digitale, il design di un'azienda che produce smartphone si troverà davanti a una domanda esistenziale: cosa progettare, e soprattutto, come preservare un'identità costruita attorno a un oggetto che potrebbe non essere più centrale?

“Uno smartphone dovrebbe rappresentare il tuo stile di vita nello stesso modo in cui hai scelto un maglione, una giacca e come hai scelto di decorare la tua casa - ci ha detto Castano -. Se gli schermi sparissero, e i dispositivi diventassero più indossabili, per noi sarà solo un vantaggio: non sembrerà più un pezzo di plastica che porti con te, ma un accessorio personale che ha anche molta tecnologia integrata”.