Motorola è diventato un caso di felice rinascita nel mondo degli smartphone. Negli ultimi 3 anni, Lenovo (che possiede il marchio dopo la parentesi con più scuri che chiari di Google) ha avviato un rilancio dello storico brand americano. In Europa le cose stanno funzionando bene e ancor più in Italia, dove Motorola ha toccato un picco del 15% di market share lo scorso marzo (2025) ed è il terzo marchio più venduto. Una rinascita fatta di buoni telefoni, bilanciati e soprattutto ben pensati esteticamente, grazie a materiali originali, colorati, creati attraverso alleanze intelligenti (Pantone, Alcantara).

«Continuiamo a crescere, non solo nella quota, che sarebbe una magra soddisfazione in un mercato che scende, ma cresciamo proprio in valore assoluto, sia a pezzi che a fatturato. A marzo siamo arrivati quasi al 15% e siamo cresciuti anche a valore, perché il nostro prezzo medio aumenta», ci ha detto Carlo Barlocco, General manager di Motorola Italy, durante il lancio per la stampa della novità primaverili del marchio alato.

Un tocco distintivo lo hanno portato sicuramente i pieghevoli Razr (stiamo provando il Razr 60 Ultra), ma anche la gamma classica si distingue rispetto a una massa di modelli ormai piuttosto anonima, nonostante gli sforzi dei produttori. Il Motorola Edge 60 Pro di questa prova è un ottimo esempio: è uno smartphone di fascia alta, grande ma leggero, con materiali particolari e molto piacevoli, una batteria che dura tanto, la giusta dose di AI oggi onnipresente sui telefoni. E anche qualche immancabile compromesso, legato a un listino non economico ma neppure folle.