<p>Nexi scalda i motori in vista dell'avvio nel 2027 del progetto pilota sull'euro digitale.

Dopo aver vinto lo scorso anno la gara Bce in un consorzio guidato dalla tedesca Giesecke più Devrient e Capgemini per sviluppare il sistema che consentirà di effettuare pagamenti anche senza connessione a internet, la paytech è in corsa con Deutsche Telekom per aggiudicarsi un'altra commessa: quella per costruire l'infrastruttura di rete destinata al trasferimento dei dati e al funzionamento dell'euro digitale stesso, la connettività fra le banche.

Inoltre, per lo sviluppo della parte retail, ogni istituto dovrà poi attrezzarsi per gestire la valuta elettronica, che dovrà entrare in circolazione nel 2029 e il cui regolamento è stato appena approvato dall'Europarlamento. </p><p>Anche su questo aspetto Nexi si sta dando da fare, il gruppo guidato da Bernardo Mingrone sta sviluppando per se il sistema di gestione e lo metterà a fattor comune facendo leva su due fattori.

Il primo: dai suoi sistemi di pagamento passa il 60% dell'accettazione in Italia.

Il secondo: per le banche l'euro digitale con la relativa infrastruttura è una commodity che fra tre anni avrà corso legale come banconote e monete. «L'euro digitale ci aiuterà a dimostrare al mercato dell'equity che Nexi è essenzialmente un'infrastruttura di pagamenti», ha spiegato Mingrone a MF-Milano Finanza a margine dell'incontro della Consob con la comunità finanziaria.