<p>Unicredit, Deutsche Bank e altre banche europee hanno citato in giudizio il colosso tedesco dei gas industriali Linde per stabilire chi debba sostenere i costi delle sanzioni contro Mosca.

In gioco ci sono centinaia di milioni di euro di attività sequestrate dai tribunali russi. </p><p>Il primo procedimento sarà esaminato oggi dal tribunale di Francoforte, scrive l'FT, dove Deutsche Bank chiede un risarcimento di 260 milioni a Linde per gli asset confiscati dai russi dopo il ritiro del gruppo tedesco da un progetto da 10 miliardi di euro per il trattamento del gas nella Russia nord-occidentale.

Ancora da definire la data della prima udienza per Unicredit (ieri al centro, fra l'altro, di un'indiscrezione secondo cui starebbe studiando un'offerta su FinecoBank, ieri +2% a Piazza Affari, da cui era uscita nel 2019 per fare cassa).</p><p>La controversia in Germania rappresenta un importante caso pilota, destinato a chiarire se le banche che hanno emesso garanzie debbano continuare a rispondere delle perdite causate dalle sanzioni oppure se questi costi possano essere trasferiti alle aziende che hanno abbandonato la Russia.</p><p>La vicenda nasce da contratti firmati nel 2021 tra un consorzio guidato da Linde Engineering e RusChemAlliance (Rca), joint venture controllata al 50% da Gazprom, per la costruzione di un impianto di trattamento del gas e di un terminale di gas naturale liquefatto (Gnl) nel porto di Ust-Luga.