Contro il Melonellum, non c’è solo la strada maestra dell’impugnazione dinanzi alla Consulta per gli annunciati profili di incostituzionalità: scelta d’impatto, seppur a rischio di effetti ritardati sulla tempistica. “Esiste la possibilità del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo”, analizza con Repubblica Pasquale De Sena, a lungo presidente della Società italiana di diritto internazionale e dell’Unione europea, già ordinario di Diritto internazionale alla Cattolica, oggi a Palermo. Un’ipotesi che il professore sta valutando, in linea con l’iniziativa dei costituzionalisti guidati da Roberto Zaccaria e Gaetano Azzariti, contro la legge elettorale concepita dalla destra di governo.

Legge elettorale, la sinistra sceglie il voto segreto sperando nei franchi tiratori

di Giovanna Vitale 14 Luglio 2026

Professor De Sena, primo dubbio. L’eventuale impugnazione dinanzi alla Corte costituzionale non esclude il ricorso alla Cedu?

“Non necessariamente. Perché l’accesso diretto alla Corte costituzionale è previsto per lo Stato e per le regioni nel nostro ordinamento, non anche per gli individui. Dunque, per questi ultimi non varrebbe la regola del previo esaurimento dei ricorsi interni che è prevista, in via generale, per le vittime di violazioni della Cedu al fine di ricorrere a Strasburgo”.