Dopo un'altra notte di attacchi incrociati, Stati Uniti e Iran sono tornati in una fase di scontro acuto, molto simile alla fase del conflitto prima della tregua. Donald Trump ha annunciato il ripristino del blocco navale dei porti iraniani e ha assicurato che gli Stati Uniti saranno i custodi dello stretto di Hormuz.

L'Iran dal canto suo ha messo in guardia da un'ulteriore escalation dello scontro e minacciato di abbandonare definitivamente l'accordo con gli Usa. "Da questo momento in poi gli Stati Uniti saranno custodi dello stretto di Hormuz" e in questa "veste e per ragioni di equità saranno rimborsati con un'aliquota del 20% su tutte le merci trasportate", ha scritto il presidente americano su Truth, rivendicando che il tratto di mare è aperto anche se, secondo il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic, i transiti sono praticamente azzerati da domenica sera.

Il blocco invocato dal commander-in-chief - che secondo Axios non potrà entrare in vigore prima di 24 ore per motivi legali e che secondo Reuters scatterà dalle 21 italiane del 14 luglio - era stato revocato il mese scorso dopo che Usa e Itran avevano raggiunto la tregua.

Qualche ora prima dell'annuncio di Trump il vice segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Bagheri Kani, aveva invocato una rappresaglia contro gli Stati Uniti per l'uccisione dell'ex Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei, definendola un "diritto della nazione iraniana". Mentre il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha minacciato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel memorandum d'intesa, l'Iran uscirà dall'accordo.