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La scena degli ultimi secondi di vita di Pamela Genini accoltellata dal suo ex, Gianluca Soncin, che la sera del 14 ottobre 2025, dopo essersi procurato un doppione delle chiavi di casa della giovane, ha fatto "irruzione" nell’appartamento di via Iglesias, a Milano, e l’ha colpita con 76 fendenti.È un pugno nello stomaco il video girato con il telefono dagli agenti delle volanti durante l'intervento per cercare di salvare la giovane e che è stato proiettato al processo in cui il 53enne - oggi in aula in prima fila - è accusato di omicidio pluriaggravato. Erano stati allertati perché Pamela era riuscita ad avvertire via WhatsApp un amico e fiamma di un tempo, Francesco Dolci. «Non so che fare, chiama la Polizia. È da denuncia... digli di non suonare» aveva scritto all’ex fidanzato, ora indagato a Bergamo con l’ipotesi di aver profanato la tomba della 29enne e di aver rubato la testa dal cadavere.
La ricostruzione dell'intervento della polizia
Da lì una drammatica sequenza che, con il corredo di immagini crude e cruente degli ultimi respiri della ragazza, è stata ripercorsa dalla responsabile dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura milanese, Serafina Di Vuolo. Una ricostruzione "pesante», ha affermato Nicodemo Gentile, legale della famiglia, davanti alla quale Soncin - maglietta marrone con stampati attrezzi da lavoro, pantaloni neri, sneakers, tatuaggi in abbondanza e brillantina sui capelli - non ha dato segnali: è rimasto imperturbabile.Alle 21.59 e 58 secondi Pamela era ancora viva tant'è che, al citofono, alle forze dell’ordine aveva prontamente detto, invitandole a salire: «Glovo, secondo piano». Frase che «per noi è un chiaro segnale di pericolo», ha precisato la dirigente, aggiungendo in un altro punto della sua deposizione. «Quando noi stavamo entrando in casa, Soncin ci sbatteva la porta in faccia mentre Pamela moriva».I filmati proiettati al processo











