RAVENNA - La nave Open Arms è arrivata questo pomeriggio nel porto di Ravenna per lo sbarco delle 16 persone soccorse nel Mediterraneo Centrale il 10 luglio durante il secondo intervento della 129esima missione. A bordo 9 adulti e 7 minori non accompagnati, tutti di genere maschile, provenienti da Somalia ed Egitto. Erano partiti da Tripoli, in Libia, il 9 luglio, e si trovavano in mare da circa 24 ore al momento del soccorso.
L'assegnazione punitiva delle autorità italiane in porti lontani. Le autorità italiane hanno assegnato Ravenna come porto di sbarco, in applicazione della misura governativa che prevede l’assegnazione di porti distanti. Una disposizione che costringe le navi delle ONG a navigare per giorni verso porti lontani dalle zone di soccorso, sottraendole al pattugliamento del Mediterraneo Centrale e riducendo la capacità di risposta a nuove emergenze. Una misura che Open Arms continua a considerare ingiustificata sul piano umanitario e controproducente su quello operativo.
L’efficace sistema di accoglienze del Comune di Ravenna. Va però riconosciuto con chiarezza il ruolo che Ravenna ha saputo costruirsi in questi anni. La città accoglie da tempo persone sbarcate dal mare e lo ha fatto con serietà, investendo in un sistema di accoglienza strutturato ed efficace. Ha scelto la strada del dialogo con le organizzazioni umanitarie, dando vita alla Carta di Ravenna: un impegno concreto che testimonia come una comunità possa farsi carico delle proprie responsabilità di città di frontiera.






