Uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dell’invecchiamento, l’ossessione della longevità. Come combatterlo? Ci vuole un quid misterioso. In Italia, paese dal primato europeo di anzianità, vantiamo un immeritato record. Nonostante la mestizia in cui versa la danza moderno-contemporanea, possediamo un’eccellenza artistica che in Giappone si chiamerebbe «tesoro nazionale vivente»: è Susanna Egri (Erbstein), una figurina leggiadra, attivissima come danzatrice-docente e coreografa. La luce dei suoi occhi azzurri e del suo sorriso onora quel Tanzt, tanzt, sonst sind wir verloren (Danzate, danzate, altrimenti siamo perduti), celebre frase di Pina Bausch con le sue profonde affinità filosofiche nietzschiane.

Grazie alla sua energia, Egri trafigge quel compleanno del 18 febbraio scorso, festeggiato più e più volte, e intende procedere oltre la centenaria celebrazione-evento del 16 luglio al Teatro Carignano per il festival “TorinoDanza Extra”.

Dopo la ballerina australiana Eileen Kramer, giunta a 106 anni ma scomparsa nel 2024, Susanna Egri, un secolo di vita, non ha più rivali. La competizione è però l’ultimo dei suoi problemi; il primo è mantenersi salda per continuare a insegnare tutte le mattine agli studenti della sua scuola, e creare coreografie.