Superare i cent’anni si può. Basta mangiare ogni giorno, a colazione, una frisella di grano col pomodoro, ballare, andare al mare appena possibile ed evitare le cattive notizie ascoltando musica. Lo insegna a tutti la signora Maria Matilde Gira, per tutti i suoi tanti amici Titina come è conosciuta a Nardò e dintorni dove ha svolto a lungo l’attività di sarta. In città ha persino messo in piedi un atelier in cui ha istruito una ventina di “discepole”, cioè apprendiste e collaboratrici, e istituendo un sistema di lavoro imprenditoriale: “Il lunedì si tagliava – spiega la figlia Maria Grazia – durante la settimana si provvedeva a cucire e confezionare e il sabato si consegnavano i capi”.

Primogenita di una famiglia numerosa, i suoi genitori hanno avuto 11 figli e due, oltre alla festeggiata, sono viventi: si chiamano Raffaele e Mimina. La signora Titina ha appreso l’arte del cucito perché voleva evitare di lavorare in campagna. Si impose, dinamica e decisa come è ancora, e chiese al padre di imparare il mestiere di sarta per taglie maschili e femminili. E così è stato. Vedova – il marito, Vincenzo Maccagnano conosciuto come “mesciu ‘Nzinu”, è scomparso nel 2007 all’età di 84 anni – Titina ha condiviso con il compagno di una vita il piacere del ballo.