di
Redazione Milano
Il sindaco ha riferito in Consiglio comunale sulla sua partecipazione nella società di consulenza su cui la Procura sta svolgendo degli accertamenti: «Io con la mia coscienza sono in pace, no al giustizialismo a corrente alternata»
«Ho dato disposizione al mio trustee perché conferisca la mia stessa partecipazione al socio di maggioranza, alla stessa quota a cui l'ho pagata io, cioè 10mila euro». Lo ha chiarito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nell'aula del Consiglio comunale spiegando che dismetterà la sua partecipazione nella società di consulenza Finalter, su cui Procura e Guardia di Finanza stanno facendo degli accertamenti. Una notizia che ha provocato polemiche politiche e richieste di chiarimenti da parte del centrodestra.
«Per evitare ogni dubbio farò così. Non ne voglio sapere più nulla - ha aggiunto -. In dieci anni di attività della società non ho mai avuto benefici economici dalla stessa. Non un singolo euro. In 10 anni». Sala ha poi ribadito che «nessuno in più di 40 anni di mia attività professionale penso abbia mai dubitato della mia onestà e integrità. Sono però consapevole che le strumentalizzazioni rispetto a chi fa politica sono ormai la norma». Secondo Sala «è evidente anche all'osservatore meno accorto che la vicenda riportata in cronaca nazionale» non avrebbe mai meritato «tanta attenzione se non avesse creato l'opportunità di mettere, strumentalmente, la mia foto all'interno dell'articolo e di buttarmi la croce addosso. In ogni caso la sintesi di tutto ciò è che ognuno risponde alla propria coscienza. Io con la mia sono in pace. Lo spero per tutti i protagonisti di questa vicenda»











