Mentre Procura e Guardia di Finanza proseguono gli accertamenti, esplode a Milano la polemica politica. Il centrodestra attacca il primo cittadino in merito alla vicenda delle consulenze della Finalter, società di cui il sindaco Giuseppe Sala risulta socio al 20%, dalla fine del 2015 (senza mai averlo dichiarato nella sua situazione patrimoniale, come richiesto per legge ai sindaci), mentre l’80% appartiene alla società Cinque G della moglie e della figlia di Pietro Galli, ex consigliere d’amministrazione in Atm e collaboratore di Sala a Expo. Gli accertamenti riguarderebbero alcune consulenze per circa 2 milioni di euro affidate dalla società Enginnering, che negli anni ha ottenuto commesse proprio da Palazzo Marino, a Finalter.
Come chiesto a gran voce dalle forze di opposizione, lunedì Sala riferirà sulla vicenda nell’aula del Consiglio comunale. Intanto il centrodestra spinge puntando il dito contro “il silenzio assordante della sinistra“, come si legge in una nota congiunta dei capigruppo a Palazzo Marino, Alessandro Verri (Lega), Riccardo Truppo (Fdi), Luca Bernardo (FI), Mariangela Padalino (Noi Moderati), Manfredi Palmeri (Lista Civica). “Di fronte a una questione che domina il dibattito pubblico cittadino e nazionale, tutti si aspettavano una presa di posizione politica o quantomeno un messaggio di vicinanza nei confronti del primo cittadino”, spiegano: “Invece dalla maggioranza – aggiungono – non è arrivata alcuna parola, né di critica né di sostegno, né di dubbio né di difesa. Che cosa stanno aspettando? Di capire la gravità e la profondità del problema per prendere le distanze e non essere travolti? Di sapere quali siano le aziende coinvolte, a partire dalle partecipate del Comune? “.









