La segreteria cittadina del Pd va in pressing sul Governo affinché dia risposte e soluzioni certe sull’accordo di programma per la decarbonizzazione. Il tempo passa, e dopo i vari incontri al Mimit c’è il timore che la vertenza si possa arenare a danno di centinaia di lavoratori diretti e dell’indotto: «La firma dell’accordo di programma è diventata una chimera e continua a essere rinviata nonostante gli impegni solennemente assunti dal Governo davanti alle istituzioni e alle parti sociali - esordisce il segretario cittadino Francesco Cannalire - Il ministro Urso aveva garantito la definizione dell’intesa entro il primo trimestre dell’anno e l’imminente presentazione di una bozza, ma quella scadenza è trascorsa da tempo senza che la bozza sia stata resa nota».

Uno stallo che blocca i percorsi e i progetti presentate dalle aziende interessate ad investire nelle aree Enel: «Questo ritardo incide su questioni di assoluta rilevanza per la comunità brindisina, alla luce delle prospettive occupazionali superiori ai duemila posti di lavoro illustrate alle parti sociali. Nel frattempo resta aperto il nodo della disponibilità delle aree, dal momento che risulta accessibile soltanto una parte degli ettari richiesti dalle imprese sulle superfici Enel, e resta indefinito il quadro della centrale Federico II, collocata in una condizione di riserva fredda prevista fino al 2038 le cui modalità operative non sono state ancora chiarite nemmeno all’azienda».