“Un errore scusabile” per i giudici di Corte d’Assise aver atterrato Giovanni “Gianni” Sala fuori dalla sede di Sky, trattenerlo a terra con un ginocchio sulla sua schiena "per 4 minuti" e colpirlo con due pugni, in particolare da uno dei due imputati. “Scusabile” perché nella convinzione della corte che in primo grado ha assolto le due guardie private dall'accusa di avere ucciso il 34enne, quella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023 i due imputati agirono di fatto pensando di fare il loro lavoro. Testuale: nell'"errato convincimento di svolgere il ruolo di guardie giurate a presidio di un obiettivo sensibile di fronte ad un soggetto che, in quel momento e per quanto era a loro conoscenza, era un malintenzionato che voleva entrare in Sky a tutti costi". Argomentano così nelle loro motivazioni la decisione di assolverli, con la sentenza del 14 aprile scorso, nella scelta di immobilizzare con veemenza il giovane a terra vedendolo in "evidente stato di agitazione".

Per i giudici di primo grado ha avuto un peso nel comportamento degli imputati anche il fisico della vittima: "L'aspetto fisico esteriore di Sala lo presentava come un giovane aitante, con corporatura tonica e muscolosa che circolava solo con un paio di calzoncini e scarpe da ginnastica - si legge nel documento -. Dunque, i due imputati erano nelle condizioni di dover gestire un giovane aitante e incontrollabile che stava dimostrando una crescente pervicacia nella volontà di accedere all'interno della sede Sky, un intento in parte riuscito penetrando per alcuni metri oltre il varco". La procura, con il pm Alessandro Gobbis, aveva chiesto 6 anni per uno dei due imputati e 4 anni e mezzo per l’altro contestando ai due il reato di omicidio preterintenzionale.