Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
14 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 15:17
Sono state assolte perché ritenute “non punibili” per aver agito nell’adempimento del dovere le due guardie giurate imputate per la morte di Giovanni Sala, avvenuta tra il 19 e il 20 agosto 2023 davanti alla sede Sky Italia di Rogoredo, a Milano. La decisione è stata pronunciata dalla Corte d’Assise del capoluogo lombardo, chiudendo il processo per omicidio preterintenzionale. Il pubblico ministero Alessandro Gobbis aveva chiesto condanne fino a sei anni , sostenendo che la morte fosse sopraggiunta a seguito delle modalità con cui l’uomo era stato immobilizzato. Secondo l’accusa, Sala – in evidente stato di alterazione – era stato trattenuto a terra per alcuni minuti, con un ginocchio sulla schiena, e colpito con due pugni da uno dei vigilantes. La Corte ha però riconosciuto la scriminante dell’adempimento del dovere, escludendo la punibilità dei due imputati.
La vicenda risale alla notte tra il 19 e il 20 agosto 2023. Sala, 25 anni, si era presentato davanti agli uffici milanesi di Sky poco prima dell’una, tentando di entrare. Secondo quanto ricostruito nelle indagini, il giovane si trovava in uno stato di forte alterazione, probabilmente dovuto all’assunzione di alcol, e mostrava un comportamento aggressivo. Respinto all’ingresso, avrebbe iniziato a inveire contro il personale di sicurezza, arrivando anche a togliersi la maglietta. Le due guardie giurate, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, lo avevano quindi bloccato per impedirgli di entrare nella struttura. Durante le fasi dell’immobilizzazione, l’uomo ha accusato un malore. I vigilantes hanno riferito di aver tentato di rianimarlo e di aver immediatamente allertato i soccorsi. All’arrivo del 118, Sala era già in arresto cardiaco. Trasportato all’ospedale San Raffaele, i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.







