Durante il primo anno, l’iniziativa prevede che vengano utilizzati 883,6 milioni di euro, ma secondo quanto promesso dal Pdg, nel corso degli anni si arriverebbe a 1,6 miliardi. Tra questi, 41,7 prevedono aiuti umanitari gestiti dall’Autorità nazionale palestinese e rientrano nel meccanismo Pegase, istituito nel 2008, che fin qui ha mobilitato 3,8 miliardi per la popolazione palestinese. Non si tratta di un polo completamente separato dal Board of peace, che era presente alla riunione di Bruxelles con il suo Alto rappresentante Nikolay Mladenov, insieme al capo del Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, Ali Shaath.L’obiettivo della Team Gaza Initiative è ripristinare i servizi essenziali a Gaza: dalle infrastrutture idriche e sanitarie alla gestione dei rifiuti, fino ai sistemi sanitari, energetici, agricoli e alimentari. Oltre a Roma, partecipano i governi di Francia, Germania, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Giappone, Norvegia e Svizzera. Altri Paesi, tra cui Australia e Canada, hanno manifestato il proprio interesse all’adesione.La riunione - la seconda del Pdg - è stata copresieduta dal primo ministro dell'Autorità palestinese, Mohammad Mustafa, e da Dubravka Šuica, commissaria europea per il Mediterraneo, secondo cui il gruppo sta contribuendo a dar vita a “una piattaforma sempre più importante per mobilitare il sostegno internazionale a favore del popolo palestinese e per portare avanti le riforme necessarie affinché l'Autorità palestinese sia efficace, trasparente e responsabile”. Lodi all’Europa anche da parte di Kaja Kallas, Alta rappresentante per gli Affari esteri, secondo cui l’Ue “resta il partner più affidabile e credibile per il popolo palestinese, il principale donatore e il più convinto sostenitore della soluzione dei due Stati".