<p>Qualche decennio fa chi fosse passato davanti alle vetrine di <strong>piazza di Spagna 38</strong>, che oggi ospitano la maison Valentino a Roma, avrebbe potuto vedere in azione concierge, impiegati, autisti e fattorini dei servizi American Express.

Il via vai di star e presenze eccellenti non doveva essere molto diverso da quello di oggi: dagli anni 20 in queste stanze passavano divi del cinema come la stella del muto Mary Pickford o l’attore <strong>Cary Grant</strong>.

Prima di occuparsi di pagamenti e servizi finanziari, infatti, Amex si era fatta apprezzare come <strong>società di spedizioni e trasporto valori</strong>, fondata nel 1850 a Buffalo, nello stato di New York e fortemente legata ai servizi per i viaggiatori, tanto da inventare già a fine Ottocento i <strong>traveller cheques</strong>, i cosiddetti «assegni turistici» (la prima carta di credito è arrivata nel 1958).

Chi meglio di Amex, dunque, che quest’anno compie 125 anni di presenza in Italia, può raccontare come è cambiato il modo di viaggiare e l’offerta dei servizi digitali legati al viaggio? </p> <p><div class="content-image"><figure><img class="img-fluid" src="/remote/static.milanofinanza.it/content_upload/img/2026/07/202607131044292763/0172_Officestaff_RomeItaly_PiazzaVenezia1912_02-491787.jpg?w=370&h=&mode=crop" alt="Lo staff dell'ufficio romano di Amex nel 1912" /><figcaption>Lo staff dell'ufficio romano di Amex nel 1912</figcaption></figure></div> </p> <p>«Il viaggio fa parte del dna di American Express», conferma <strong>Jean Diacono</strong>, senior vice president e a.d. di American Express Italia.