In un momento in cui chiunque ha a disposizione uno smartphone in grado di fare video di qualità, anche in 4K, l’idea di comprare un dispositivo pensato per fare foto e video e soltanto in alcune situazioni può sembrare fuori moda. Eppure il mercato delle smart camera, dispositivi che integrano in un corpo molto piccolo una fotocamera e un processore in grado di elaborare le immagini, è in crescita. Soprattutto per quanto riguarda i prodotti portatili, pensati per l’attività fisica.
Secondo i dati della società di analisi IDC citati dal quotidiano South China Morning Post, nel corso del primo trimestre dell’anno le vendite globali di questi dispositivi sono aumentate del 20% rispetto all’anno precedente, mentre le consegne da parte delle aziende produttrici hanno superato i quattro milioni di unità.
Fino al 2023 questo settore era dominato dall’azienda statunitense GoPro, che ha popolarizzato l’idea di “action camera”, il dispositivo fotografico da attaccare, per esempio, al casco, alla bici o alla tavola da surf per fare riprese con le mani libere. Negli ultimi tre anni, però, la quota di mercato controllata dall’azienda è crollata dal 75% a circa il 6%, venendo rimpiazzata da due marchi cinesi, DJI e Insta360, che insieme detengono l’87% del mercato. La sola DJI rappresenta più della metà delle vendite totali.







