Il Comune sosteneva che essendo un “oggetto rinvenuto da personale di servizio” e “viste le funzioni di pubblico servizio svolte”, la donna non potesse pretendere nulla ma il giudice ha deciso diversamente.

Aveva trovato un borsone con 7mila dollari sul vaporetto e lo aveva consegna all’ufficio oggetti smarriti ma, dopo un anno, il Comune aveva deciso di incassare tutto senza lasciarle nulla, innescando un contenzioso giudiziario con la donna che si è trascinato per tre anni. La vicenda a Venezia dove il giudice di pace infine ha dato ragione all’addetta condannando l’amministrazione a restituire tutta la somma più gli interessi.

Tutto è nato dal ritrovamento fortuito di una borsa da donna nera avvenuto nell’estate del 2022 su un vaporetto della linea 2 di Venezia. All’interno vi erano 70 banconote da 100 dollari americani, oltre ad altri oggetti senza valore, ma nessun documento che potesse far risalire al proprietario. La donna quindi aveva consegnato tutto subito all’ufficio oggetti smarriti dell’azienda di trasporto veneziana che aveva repertato il tutto. Nonostante la pubblicazione sull’elenco degli oggetti ritrovati sui mezzi pubblici, nessuno ha mai reclamato quella borsa e così dopo un anno la donna aveva chiesto che le venissero consegnati borsa e soldi ma a questo punto è arrivato il rifiuto. Come ricostruisce il Gazzettino, l’Avvocatura Civica del Comune di Venezia infatti aveva dato parere negativo sostenendo che non potesse applicarsi la legge per i comuni cittadini essendo un “oggetto rinvenuto da personale di servizio” e “viste le funzioni di pubblico servizio svolte”.