Nel panorama del grooming maschile, molte aziende hanno scelto di crescere inseguendo il digitale o iniziando l’espansione dai mercati europei. Barberino’s ha deciso di fare il contrario. Prima costruire una community attorno ai negozi fisici, poi guardare direttamente agli Stati Uniti. Una scelta che oggi rappresenta già circa un quarto del fatturato dell’azienda e che, nelle previsioni, porterà il mercato americano a superare il 50% dei ricavi entro i prossimi due anni.

“Quando si internazionalizza il primo istinto è fermarsi appena oltre le Alpi. Francia, Germania, sembrano i mercati più semplici. Ma ci siamo chiesti: se vogliamo diventare un brand globale, perché non partire direttamente dal mercato numero uno al mondo? Gli Stati Uniti hanno un mercato molto omogeneo”, afferma Michele Callegari, ceo e co-founder di Barberino’s.

La scelta è stata ulteriormente rafforzata dall’ingresso nel capitale di Erik Maika, fondatore di The Art of Shaving, che dopo aver costruito e ceduto il marchio a Procter & Gamble ha deciso di investire proprio in Barberino’s. È stato anche grazie a lui che il primo negozio americano ha aperto a Madison Avenue, negli spazi dell’ultima boutique rimasta dello storico brand.