di
Roberto Pezzali
Dovevano essere i mondiali più tecnologici di sempre e proprio la tecnologia lascia il più grande dubbio di questa edizione 2026 della Coppa del Mondo: durante Inghilterra - Norvegia il pallone ha davvero toccato i cavi della spider-cam? La nostra analisi con la computer vision.
Il quarto di finale mondiale tra Inghilterra e Norvegia, vinto dagli inglesi 2-1 ai supplementari grazie alla doppietta di Bellingham, verrà ricordato più per un episodio tecnico che per il risultato in campo. Al 45'+2 del primo tempo, sul punteggio di 1-0 per la Norvegia, il portiere Nyland rinvia lungo. Nelle immagini televisive il pallone sembra sfiorare uno dei cavi della spider cam, la telecamera sospesa sopra il terreno di gioco, prima di scendere con una parabola che a molti, giocatori norvegesi, staff tecnico e telecronisti è apparsa innaturale. La palla ricade sui piedi degli inglesi, che in otto secondi trovano il gol dell'1-1 con Bellingham.
Il ct norvegese Ståle Solbakken protesta a fine primo tempo e ribadisce le sue perplessità in conferenza stampa post-partita, sostenendo che la caduta troppo verticale del pallone fosse indice di un contatto con la struttura. La FIFA replica poche ore dopo con una nota ufficiale, corredata da un grafico dei dati raccolti dal sensore montato all'interno del pallone (la cosiddetta Connected Ball): nel momento in cui la sfera era in volo il sistema non ha registrato alcun picco anomalo nel proprio segnale, quindi, secondo l'organismo calcistico, nessuna prova di un urto contro il cavo aereo. Caso chiuso, per la FIFA. Non per Oslo.










