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Rinaldo Frignani

L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, sostituzione di persona, tentati furti e falsificazione di atti, commessi tra gennaio 2023 e fine luglio 2024 a Roma e provincia e non solo

Rappresentanti del Vaticano, vicini allo Ior e a fondi lussemburghesi. E poi ad emissari di multimilionari russi. Erano tanti i travestimenti usati dalla banda di truffatori di Centocelle per ingannare imprenditori e albergatori, facendosi consegnare cospicue caparre per affari sulla carta vantaggiosi. Ma erano, appunto, solo raggiri, escogitati da vecchie conoscenze dei carabinieri, che gli stessi investigatori dell’Arma avevano già fermato nel 2021. Allora i falsi monsignori si chiamavano «don Angelo» e «don Giuseppe», e promuovevano le attività di una finta finanziaria vaticana. Tre anni dopo, nel 2024, «padre De Santis» e «il geometra Cerasi», i loro nuovi nomi, hanno intascato dal titolare di una ditta di ristrutturazioni una mazzetta da 7mila euro per retrodatare l’iscrizione delle società nell’Albo del Vicariato e poter ottenere l’appalto dei lavori in una chiesa sull’Aurelia.

I personaggiUna messinscena perfettamente riuscita, al punto che la vittima ha riferito ai carabinieri di essere entrata con il finto prete addirittura nella sede del Vicariato in via dell’Amba Aradam con l’ok al cancello di una guardia svizzera. Insomma sembrava tutto vero. Sembrava, appunto, perché i carabinieri della stazione di San Lorenzo in Lucina, coordinati dai pm del dipartimento «Criminalità diffusa e grave» della Procura, diretto dall’aggiunto Giovanni Conzo, hanno individuato i responsabili della truffa: in tre - Lucio C. - «il geometra» - e Mario S. - «padre De Santis» -, 73 e 72 anni, con Theophile K., camerunense di 57 - sono stati raggiunti dalle misure cautelari emesse dal gip che ha disposto l’obbligo di firma per i primi due e di dimora per il terzo. Nell’inchiesta però ci sono altri quattro indagati.