La Calabria, almeno quest’anno, l’acqua ce l’ha. Le piogge cadute durante l’inverno e nei primi mesi della primavera hanno consentito agli invasi e alle sorgenti di recuperare, riducendo il livello di severità idrica in gran parte della regione. Eppure, in numerosi Comuni, aprire un rubinetto e trovare acqua continua a non essere scontato.Il problema non è soltanto quanta acqua sia disponibile, ma quanta riesca davvero ad arrivare nelle case. In Calabria si perde lungo le condotte il 48,7% della risorsa immessa in rete: quasi un litro su due scompare prima di raggiungere famiglie, attività commerciali e imprese.A pesare sono tubature obsolete, rotture, impianti inefficienti, perdite occulte e allacci abusivi. Una rete fragile che trasforma anche un’annata piovosa in una crisi permanente, fatta di cali di pressione, turnazioni, serbatoi vuoti e quartieri lasciati senz’acqua.La fotografia più grave arriva dalle città. Cosenza disperde il 66,5% dell’acqua immessa, Vibo Valentia il 65%, Reggio Calabria il 57,4%, Crotone il 53,5% e Catanzaro il 42,9%. Numeri che spiegano perché, nonostante dighe e sorgenti, interi territori continuino a vivere come se la siccità non fosse mai terminata.Il paradosso calabrese è tutto qui: l’acqua c’è, ma la rete non riesce a portarla fino ai rubinetti.
La Calabria galleggia sull'acqua ma resta a secco: il paradosso di una regione tra dighe, perdite e rubinetti chiusi (Calabria 7)
La Calabria, almeno quest'anno, l'acqua ce l'ha. Le piogge cadute durante l'inverno e nei primi mesi della primavera hanno consentito agli invasi e alle









