di
Pierpaolo Lio
Mercoledì scorso i carabinieri erano stati allertati per i rumori provenienti dall'ottavo piano, ma al loro arrivo nessuno aveva aperto. Gli investigatori indagano sulla sua vita privata. I vecchi guai con la droga
Quella di mercoledì scorso potrebbe essere stata ben più di una lite. Quel giorno i carabinieri intervengono in via Parini, all’11, a Corsico, comune nell’hinterland sudovest di Milano. A chiamare sono i vicini. Sentono rumori, urla, casino provenire da quell’appartamento all’ottavo e ultimo piano del palazzo. Sempre lo stesso, quello affittato dal 41enne Alessio Borelli, che negli ultimi tempi stava facendo disperare il resto dei condomini. Ma quella volta, la lite sembrava più accesa e violenta del solito. All’arrivo dei militari, però, alla porta non aveva risposto nessuno. Quel giorno, il 41enne originario di Treviglio, nella Bergamasca — che da otto anni viveva e lavorava a Corsico, con un passato in cui aveva raccolto qualche precedente per possesso di droga, e s’era fatto un periodo ai domiciliari per spaccio di una droga sintetica di solito usata per il «chemsex» — era forse già là, rannicchiato a terra, morto, come l’hanno poi trovato sabato. Quando i carabinieri, di nuovo, quasi in fotocopia, si sono ripresentati nel pomeriggio.











