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Matteo Castagnoli e Pierpaolo Lio

Era ormai troppo forte il cattivo odore che usciva dall’appartamento all’ottavo piano di via Parini 11, a Corsico. Quando i carabinieri fanno irruzione nella casa, con i vigili del fuoco, si trovano davanti il corpo senza vita di Alessio Borelli

Difficile dire da quanto fosse morto. A dare l’allarme sono stati i vicini. Era troppo forte il cattivo odore che usciva dall’appartamento all’ottavo piano di via Parini 11, a Corsico. Quando i carabinieri fanno irruzione nella casa, con l’ausilio dei vigili del fuoco, si trovano davanti il corpo senza vita di Alessio Borelli, 41enne originario di Treviglio. Ha ferite da arma da taglio al torace e vicino al collo. A poca distanza dal cadavere, steso a terra in sala da chissà quanti giorni, visto che presentava i primi segni di decomposizione, i carabinieri hanno trovato un coltello da cucina insanguinato, che è stato sequestrato. Ma la causa della morte potrebbe essere stata lo strangolamento: sul collo della vittima sono stati infatti riscontrati segni compatibili. Troppo difficile stabilirlo al momento.

Mercoledì scorso sembra che i vicini avessero sentito Borelli, che viveva da solo, litigare con qualcuno nell’appartamento. Gli inquirenti quando sono invece entrati ieri in casa hanno subito notato il disordine, segno forse di una lite che potrebbe essere alla base del delitto. Sull’omicidio indagano i carabinieri della compagnia di Corsico e del nucleo investigativo di Milano, coordinati dalla pm di turno Ilaria Perinu. Borelli, con qualche vecchio precedente per droga, il più grave per spaccio di una droga sintetica di solito usata per il «chemsex», da otto anni viveva a Corsico, dove aveva trovato impiego in un call center, dopo altre esperienze lavorative come agente assicurativo e come responsabile di un negozio di abbigliamento.Sotto il palazzo, ieri sera, è arrivato un gruppo di amiche e colleghe della vittima. Sono scoppiate a piangere disperate quando hanno ricevuto la conferma dell’identità della vittima.