Pubblicato il: 13/07/2026 – 7:00
di Paola Suraci
GIOIA TAURO Prima ancora dei carabinieri, ad indagare sul furto ci pensano loro: i boss. Quando dal cantiere dove sta nascendo il futuro polo logistico Amazon della Piana di Gioia Tauro sparisce un camion insieme a un carico di rame, i vertici della cosca Piromalli non si limitano a incassare la notizia. Convocano testimoni, interrogano operai, mandano uomini a caccia di risposte in giro per la provincia. Il tutto mentre la vittima del furto sta ancora aspettando l’esito della denuncia sporta ai carabinieri. È una delle pagine più singolari dell’informativa del Ros depositata nell’inchiesta “Res Tauro”: la cronaca di un’indagine mafiosa, parallela e più rapida di quella ufficiale, condotta per proteggere gli affari di un cantiere che di lì a poco avrebbe fatto gola anche ad Amazon.
Il furto e il sospetto
L’11 marzo 2022 il geometra della Beton Costruzioni srl, denuncia il furto di un vecchio autocarro Iveco, di attrezzi da muratura e di gasolio dai mezzi in cantiere. Sparisce anche ingente materiale elettrico, in particolare rame, della Giardina srl, impresa incaricata degli impianti. Ma la cosca Piromalli, che su quel cantiere incasserebbe il pizzo da tutte le ditte coinvolte, non crede alla versione della denuncia. Giuseppe Piromalli, il boss “Facciazza” lo dice alla moglie Maria Martino: «il palisi se lo mette in sacca no?», convinto che i Furfaro sappiano raggirare Antonio Zito, l’uomo di fiducia della cosca — «quelli se lo maneggiano… lo voltano e se lo girano come un pupo». La conclusione: «abbiamo sta scusa», il furto sarebbe un pretesto per non pagare la tangente pasquale.
















