Non si è ancora placata la bufera sull’evento dedicato a Marcello Bignami, a 20 anni dalla scomparsa dell’ex dirigente Msi,...Non si è ancora placata la bufera sull’evento dedicato a Marcello Bignami, a 20 anni dalla scomparsa dell’ex dirigente Msi, e sull’ipotesi di intitolare al padre di Galeazzo (capogruppo di FdI alla Camera) una strada in città. Sul tema interviene Federica Mazzoni, presidente del Navile, che ricorda l’iniziativa del Comune di intitolare una via a ognuna delle 85 vittime della strage del 2 agosto 1980.

"Bologna intitola una strada a ciascuna delle 85 vittime del 2 agosto e non ai fascisti – sottolinea l’ex segretaria provinciale del Pd –. Vittime di una strage fascista che la destra non riconosce come tale, sebbene ci siano sentenze in Cassazione. Spero ci siano le prime intitolazioni in questo periodo". Era stato l’allora sindaco Virginio Merola, nel 2016, il primo a proporre di intitolare una strada a Marcello Bignami, prima dello stop del Consiglio comunale a maggioranza dem.

Sul tema prende parola anche Salvatore Puzzo, segretario provinciale del Partito liberaldemocratico: "La figura di Marcello Bignami ha grande valore per la destra bolognese e comprendiamo il senso della proposta. Riteniamo però che sia arrivato il momento di dire ‘basta’ e di uscire da una logica che continua a dividere la città lungo le tradizionali contrapposizioni ideologiche tra destra e sinistra. Una dinamica che alimenta contrapposizioni ideologico-simboliche, mentre i bolognesi chiedono risposte concrete ai problemi quotidiani. Il Pld ritiene che Bologna debba finalmente superare la stagione dei ‘guelfi e ghibellini’. La politica non può ridursi a una continua competizione identitaria".