L’autopsia daterà con esattezza il decesso di Alessio Borelli, ritrovato senza vita sabato pomeriggio, e stabilirà se sia stato ucciso con il coltello ritrovato accanto al corpo in decomposizione o se sia stato strangolato come suggeriscono alcuni segni sul collo. Al momento, l’ipotesi ritenuta più probabile dagli investigatori è che il quarantunenne sia stato assassinato mercoledì mattina, quindi circa 72 ore prima che venisse scoperto il delitto nell’appartamento in cui viveva in via Parini 11 a Corsico. Quel giorno, infatti, alcuni residenti hanno contattato il 112 per segnalare una discussione ad alta voce in quella casa: la chiamata ha generato un intervento dei carabinieri, che però non hanno ricevuto risposta al citofono né rintracciato nessuno dei litiganti. Con il senno di poi, è probabile che in quel momento Borelli fosse già morto e che il suo assassino si fosse allontanato prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Non era la prima volta che gli inquilini della scala si rivolgevano ai militari: agli atti risulta un altro intervento dei militari dell’Arma a giugno per urla e rumori molesti, a cui aveva fatto seguito da una lettera inviata dagli altri abitanti del condominio all’amministratore dello stabile. Una lettera in cui si sarebbero lamentati del continuo viavai di persone nell’appartamento in affitto. Un episodio che – sommato ad altri elementi finiti subito sotto la lente – spinge i carabinieri della Compagnia di Corsico, coordinati dal pm Ilaria Perinu, a cercare movente e omicida nella vita privata di Borelli, che lavorava come addetto al call center per una multinazionale che ha una sede nel Comune dell’hinterland ovest di Milano, a un paio di chilometri da via Parini. Detto altrimenti: il delitto per rapina sembra escluso, anche perché il killer avrebbe portato via solo le chiavi per chiudere dietro di sé la porta blindata; i riflettori sono puntati sulle frequentazioni recenti del quarantunenne, che viveva da solo (non risultano relazioni stabili) e di cui nessuno ha chiesto notizie da mercoledì in avanti. Dal passato sono spuntati poi i precedenti per spaccio di droga (uno datato dieci anni fa per smercio di sostanze usate abitualmente per la pratica del chemsex) e le segnalazioni per uso personale. Nei prossimi giorni, le tute bianche della Sezione investigazioni scientifiche torneranno nell’abitazione sotto sequestro per un sopralluogo più approfondito, a caccia di impronte digitali e tracce biologiche potenzialmente utili alle indagini; l’ispezione servirà anche a verificare se in casa ci siano residui di stupefacenti, concentrandosi su alcune bottigliette notate dagli inquirenti sabato sera. Il fatto che il bilocale sia stato trovato completamente a soqquadro fa pensare che Borelli abbia lottato con l’aggressore.