Giuseppe Calabretta, commercialista con studio a Brugherio, dove ha rivestito il ruolo di capogruppo di Fratelli d’ItaliaCade l’accusa di associazione per delinquere e scendono da 17 a 13 gli indagati, per cui si prospetta un ampio colpo di spugna della prescrizione per i fatti ormai datati (risalgono a un periodo tra il 2020 e il 2022). Emerge dalla conclusione delle indagini preliminari firmata dalla Procura di Monza sulla presunta corruzione per voto di scambio che vede indagato, oltre all’ex sindaco di Cologno Monzese Angelo Rocchi, anche Giuseppe Calabretta, commercialista con studio a Brugherio, dove ha rivestito il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia. Per i 6 principali accusati il pm monzese Nicola Balice aveva chiesto il carcere o gli arresti domiciliari, ma la gip Silvia Pansini ha disposto la sola misura della sospensione dai pubblici uffici e del divieto temporaneo di esercitare la professione, poi annullata al Tribunale del Riesame o in Cassazione. Calabretta, 61 anni, rimasto consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Brugherio, è indagato di corruzione in concorso per avere ottenuto incarichi, consulenze e collaborazioni dall’allora sindaco di Cologno "quale corrispettivo dell’appoggio elettorale ricevuto in occasione della campagna per le elezioni del 2020". Poi secondo la pubblica accusa, come intermediario e professionista incaricato dal corruttore, Calabretta avrebbe ottenuto da Aler per l’edilizia residenziale di Monza la promessa di "pilotare l’aggiudicazione di lavori di efficientamento energetico". Poi presunte false fatturazioni, una procedura per rendere inefficace una riscossione di crediti dell’Erario, bilanci irregolari e documenti falsi per fare ottenere il contributo a fondo perso per sostenere le attività economiche in tempo di Covid. Calabetta avrebbe avuto anche un ex funzionario Inps al suo "servizio" per fargli ottenere una pensione di 1.400 euro superiore a quanto gli spettasse. Tra gli indagati brianzoli risulta anche il costruttore Fabrizio Chiesa, 47 anni, consigliere comunale leghista nella prima e seconda Giunta Rocchi e presidente della commissione urbanistica. L’accusa di concorso in corruzione riguarda la vicenda del Piano attuativo a destinazione residenziale tra viale Lombardia e via Mascagni a Cologno.