Cade l’accusa di associazione per delinquere e scendono da 17 a 13 gli indagati, per cui si prospetta un ampio colpo di spugna della prescrizione per i fatti ormai datati perchè risalgono ad un periodo tra il 2020 e il 2022. È quanto emerge dalla conclusione delle indagini preliminari firmata dalla Procura di Monza sulla presunta corruzione per voto di scambio che vede al centro l’ex sindaco di Cologno Monzese Angelo Rocchi. Per i 6 principali accusati il pm monzese Nicola Balice aveva chiesto il carcere o gli arresti domiciliari, ma la gip del Tribunale di Monza Silvia Pansini ha disposto la sola misura della sospensione dai pubblici uffici e del divieto temporaneo di esercitare la professione, poi annullata nei ricorsi al Tribunale del Riesame o in Cassazione. Angelo Rocchi, 62 anni, è accusato in qualità di primo cittadino di Cologno Monzese, ruolo che, con la Lega, ha ricoperto dal 2015 al 2020. Poi era stato rieletto, ma la sua giunta era caduta nel 2022 per pesanti divergenze all’interno della maggioranza. Nel 2023, dopo un anno di commissariamento, Rocchi si era ripresentato alle elezioni amministrative con una propria lista indipendente, sfiorando la riconferma al ballottaggio. Ora è consigliere di minoranza con la lista Avanti con Rocchi. Secondo le indagini della Guardia di Finanza, l’allora sindaco avrebbe "asservito la sua funzione agli interessi di privati professionisti e imprenditori" che l’avrebbero foraggiato nelle campagne elettorali attraverso la corruzione e la turbativa d’asta, oltre che all’emissione di false fatture, che avrebbero coperto le presunte tangenti, versate attraverso pagamenti di consulenze. Rocchi è anche accusato di falsità ideologica del rendiconto elettorale in cui aveva dichiarato di non avere ricevuto alcun finanziamento esterno. Tra gli indagati anche il costruttore brianzolo Fabrizio Chiesa, 47 anni, consigliere comunale leghista nella prima e seconda Giunta di Angelo Rocchi e presidente della commissione urbanistica e il progettista di Vimodrone Davide Galeone. L’accusa di concorso in corruzione riguarda la vicenda del Piano attuativo a destinazione residenziale tra viale Lombardia e via Mascagni. Secondo l’accusa Chiesa, in cambio di una tangente, avrebbe permesso ad un costruttore di realizzare l’intervento edilizio, prorogando il termine di decadenza, che invece era già scaduto, con le volumetrie maggiori previste da un vecchio Pgt. Accuse negate dagli indagati, che ora hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o farsi interrogare prima che la Procura decida sulla richiesta di rinvio a giudizio.
Cologno, corruzione in Comune. Chiusa l’indagine per 13 indagati. Cade l’associazione a delinquere
Ora avranno venti giorni di tempo per farsi interrogare o per presentare le loro memorie. Dopo la Procura deciderà se chiedere l’archiviazione o chiedere il rinvio a giudizio.






