TREVISO - Ci sono i due autovelox fissi installati lungo la tangenziale di Treviso. La postazione attiva 24 ore su 24 in via Kennedy a Riese. Quella in via Caprera a Castello di Godego. E i cinque tutor (per il calcolo della velocità media) montati in A27: tre da Venezia verso Belluno e due nella direzione opposta.

Sono in tutto 9 gli occhi elettronici fissi sulle strade della Marca inseriti nel censimento del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. E a questi si aggiungono altri 59 autovelox mobili. Si tratta, in sintesi, dei dispositivi per il controllo della velocità che possono continuare a funzionare alla luce del decreto che mette in fila quelli con i requisiti richiesti per l’omologazione. Qual è la novità? Teoricamente ora eventuali ricorsi al giudice di pace - negli ultimi mesi diventati sempre più frequenti - dovrebbero andare a vuoto. Cioè non portare all’annullamento delle multe. Tutti gli altri dispositivi, invece, dovranno rimanere spenti. Almeno fino a quanto i produttori non presenteranno la documentazione integrativa per richiedere l’omologazione.Per scelta di Ca’ Sugana in nome della sicurezza stradale, le postazioni fisse sulla tangenziale di Treviso non sono mai state spente. E l’anno scorso hanno staccato più multe anche rispetto a Roma. A dirlo è stato lo studio di Facile.it sui bilanci dei capoluoghi: Treviso, con 2,8 milioni, chiude al nono posto in Italia in quanto a milioni incassati con le multe per eccesso di velocità. Roma è invece 12esima. Dispositivi mobili La polizia locale di Treviso può contare anche su 2 telelaser. Nel censimento, poi, ci sono 3 autovelox mobili a Mogliano. Una sfilza di comuni ne hanno 2: Montebelluna, Vittorio Veneto, Pieve di Soligo, Paese, Spresiano, Oderzo (uno tecnicamente utilizzabile anche come fisso), Roncade, Ponte di Piave, Casier, Preganziol, Asolo, Salgareda e Sernaglia. Non solo. Sono 2 anche i dispositivi mobili a disposizione anche dei corpi intercomunali di polizia locale che comprendono da una parte San Biagio, Monastier, Silea e Zenson e dall’altra Ponzano e Povegliano.Il quadro è completato dai comuni che hanno un solo autovelox mobile. Si parte da Castelfranco e dalla polizia locale del coneglianese, per poi continuare con Istrana, Gorgo al Monticano, Mansuè, Codognè, Portobuffolè, Chiarano, Fontanelle, Trevignano, Morgano, Cessalto, Volpago, Altivole, Colle Umberto, Casale, Riese (oltre a quello fisso), Vedelago, Vidor, Follina, Maserada, Farra e Crocetta. Per poi concludere con quello del corpo intercomunale di polizia locale di Villorba, Breda, Carbonera e Arcade e quello nelle mani dell’unione montana del Grappa, che comprende i comuni di Castelcucco, Cavaso, Monfumo, Possagno e Pieve del Grappa.La provincia Sulla questione autovelox è intervenuto anche Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso. «È uno strumento importante. Non va usato per fare cassa o dove ci sono limiti difficili da rispettare, come 30 o 50 all’ora - ha specificato il numero uno del Sant’Artemio - ma molti sindaci mi chiedono cosa possono fare per ridurre la velocità, soprattutto lungo le provinciali, che spesso attraversano i centri abitati. Da Codice della strada, non possono avere nessun tipo di impedimento, come i dossi. Per questo ritengo che in alcuni punti l’autovelox possa essere un deterrente importante». E come sindaco di Roncade ha già dato mandato alla polizia locale di verificare autorizzazioni e omologazioni di due telelaser. «Se non emergeranno problemi - conclude - li rimetteremo in funzione subito».