Il grande pubblico ha conosciuto la cantautrice Camilla Ardenzi sui social, quando la sua versione di Senza fine, un omaggio come un fiore senza altare, è diventata virale. Poi sono arrivati Fabio Fazio, Sanremo, e una curiosità pronta a trasformarla in parente illustre prima ancora che in voce. Camilla è la nipote di Ornella Vanoni, sì: ma l’eredità sta di lato, come una stanza da cui esce un’eco: 28 anni compiuti da poco, viaggi, mare, bicicletta, timidezza senza posa, libertà senza grancassa: non scendere a patti con ciò che non le assomiglia. A breve esce il suo primo EP, Arriva. Titolo perfetto per chi non ha fretta di arrivare: preferisce durare, mutare, conservare quella libertà che, nei cognomi celebri, finisce spesso imbalsamata dagli omaggi.
Cantare per lei è necessario?
“Sì. È il mio spazio felice. Ho avuto a lungo una forma di pudore, di riservatezza. Poi, quando ho visto un Paese intero rendere omaggio a mia nonna, ho sentito il desiderio di farlo anch’io. È stato un gesto simbolico che mi ha fatta sentire vicina a lei come mai prima”.
Il pubblico l’ha scoperta con Senza fine...
“Ho pubblicato quel video e lo hanno ripostato in tanti, tantissimi. Da lì sono arrivati gli inviti, prima Fazio, poi Sanremo. Prima, anche su Instagram, non avevo mai pubblicato qualcosa di così personale. Avevo già avuto una band, avevo cantato in giro, ma in quel momento ho scelto di mostrarmi così”.







