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Un bis che ha il sapore eterno della leggenda. Jannik Sinner resta il re di Wimbledon, replica il successo magico del 2025 come solo altri dieci giocatori nell'Era Open ci erano mai riusciti dopo monumenti del tennis come Rod Laver, John Newcombe, Bjorn Borg, John McEnroe, Boris Becker, Pete Sampras e — nel 21° secolo — Roger Federer, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz. Per entrare sempre di più nell'Olimpo l'altoatesino ha dovuto lottare, domare un leone come Alexander Zverev, che si è presentato alla sua prima finale slam sull'erba nelle migliori condizioni possibili, rigenerato nello spirito dal successo al Roland Garros, con cui ha sfatato il suo tabù Slam. Serviva classe, precisione, pazienza, coraggio, tenacia e sacrificio, tutte qualità che il numero uno al mondo ha concentrato in un match con pochi scambi ma di grande intensità, che per due set si è filata via sul filo dell'equilibrio. Perso il primo set al tie break, Sinner ha retto l'urto psicologico senza scomporsi, ha tenuto botta ai colpi perfetti del tedesco e ha aspettato il momento giusto per sfruttare il leggero calo psicofisico del tedesco, recuperare il set perso con un tie break perfetto e poi imporsi nei successivi due con due break decisivi per un 6-7(7) 7-6(2) 6-3 6-4 finale dopo 3 ore e 48 minuti di gioco. È il quinto major in carriera per Jannik, il secondo sull'erba, ma per l'altoatesino la vittoria è anche la centesima ottenuta nei quattro tornei dello Slam. L'unico giocatore a vincere uno Slam nel giorno della centesima vittoria Slam è stato Andy Murray all'Open degli Stati Uniti 2012: Federer, Nadal e Djokovic non hanno avuto questo privilegio.











