«Nessun cambio di passo», a distanza di poche settimana, Domenico Siracusano, componente della segreteria regionale del Pd, torna a scrivere sui social un post che svela come le tribolazioni interne del Partito democratico messinese siano ancora lontane dall'essere risolte.
Un partito spaccato nell'ultimo congresso del 2024, quando i voti furono 49 da un lato e 51 dall'altro, al tempo si votava per l'elezione del segretario provinciale, a vincere fu Armando Hyerace di due punti su Alessandro Russo. Due anni dopo, a votare fu la direzione cittadina, e ancora una volta fu un voto che raccontava una spaccatura, 16 a 15, a favore di Antonella Russo candidata sindaca, vincente su Alessandro Russo. Spaccature che al netto dei nomi, svelano un assetto doppio del Pd messinese.
Di pochi punti una maggioranza, che non ha quasi più dialogo con la minoranza, che è pressoché la metà del partito. «La necessità di un cambio di passo, come l’ho definito, sta nel superamento delle divisioni interne - spiega Siracusano parlando con La Sicilia - che bloccano, di fatto, il funzionamento del Partito. Nell’ultima direzione provinciale, l’appello ad una gestione condivisa, lanciato anche dal segretario provinciale, sembrava essere stato accolto da autorevoli esponenti delle diverse sensibilità ma, alla prova dei fatti, nella composizione lista per le elezioni metropolitane, non si è praticato uno spirito unitario.






