Mostra i muscoli in corsa e mostra i muscoli all'arrivo, Mathieu Van der Poel, dopo una vittoria voluta ostinatamente, inseguita anche quando il vantaggio accumulato era lì lì per svanire. Nella canicola del sud della Francia che ancora una volta non lascia tregua ai corridori - e che costringe gli organizzatori della Grande Boucle ad accorciare di 30 chilometri la nona tappa da Malemort a Ussel - l'olandese anima la fuga, trascinando i compagni all'attacco nel resistere alla rincorsa asfissiante del gruppo principale, per poi regolare in uno sprint ristretto Tobias Johannessen e Tom Pidcock.

Prima della partenza, il sindacato dei ciclisti prende posizione sull'allarme caldo, auspicando future modifiche agli orari nelle gare estive per tutelare la loro salute: il problema, che già aveva fatto capolino negli scorsi anni, è emerso in modo preoccupante in questi giorni, ed è destinato a impattare pesantemente sul mondo delle due ruote. Sulla strada, intanto, i rimanenti 155 chilometri che precedono il primo giorno di riposo sono tosti nonostante la riduzione, con un continuo saliscendi che promette tanta fatica e terreno per le fughe. Ci provano in tanti, ma non è dello stesso avviso la Uae di Tadej Pogacar, che non lascia andare nessuno per la prima ora e mezza e poi non cede quando se ne vanno in 15, tenendo il vantaggio degli attaccanti di giornata sempre ben sotto i due minuti. Lo sloveno sembra ambire alla vittoria di tappa, ma ai -40 i suoi gregari si defilano, cedendo il passo a Netcompany e Lidl-Trek; nel frattempo, anche davanti si disuniscono. Quando il vantaggio si riduce a 30", Van der Poel capisce che è il momento di osare: parte a tutta su uno degli ultimi strappi e tra i compagni di fuga lo raggiungono con grande sforzo solo Johannessen, Pidcock e Alex Baudin.