Sono pochi – metà del previsto – e finora hanno coperto i turni facendo una raffica di straordinari. Che, però, non vengono pagati da gennaio (quanod va bene). Gli infermieri che prestano servizio all’interno del carcere di Uta hanno deciso di fermarsi per protesta: o entro domani si trova una soluzione alla vertenza legata alle loro prestazioni aggiuntive oppure si atterranno al loro orario di lavoro, lasciando – di fatto – centinaia di detenuti senza assistenza sanitaria.
La grave situazione all’interno del penitenziario Ettore Scalas è rappresentata dal direttore sanitario della medicina penitenziaria, Gianfranco Carboni, in una lettera inviata ai vertici della Asl di Cagliari. Uno scenario destinato a peggiorare visto l’annuncio dell’imminente arrivo dei 92 boss al 41 Bis, che andrebbero ad aggiungersi ai 740 ristretti (ben oltre la capienza della casa circondariale).
«È ormai nota la grave carenza di personale infermieristico, finora fronteggiata grazie al ricorso alle prestazioni aggiuntive, formalmente richieste all’azienda», si legge nella nota. Ma «purtroppo, nonostante i ripetuti solleciti per il pagamento delle competenze maturate, si è verificato un blocco nelle procedure organizzative e amministrative aziendali».






