Un appello congiunto per chiedere all’Italia di attivarsi per ottenere chiarimenti ufficiali sulla sorte di Mahmoud Al–Najjar, l’ingegnere di Gaza fermato dalle autorità israeliane al valico di Kerem Shalom mentre lasciava la Striscia nell’ambito di un trasferimento coordinato verso l’Italia. I firmatari chiedono anche alla Farnesina di sollecitare il rispetto delle garanzie fondamentali e favorire l’accesso di avvocati e organismi indipendenti.

Si seguito il testo dell’appello e i firmatari.

Mahmoud Al-Najjar aveva ottenuto ciò che oggi, per migliaia di giovani palestinesi, appare irraggiungibile: una via d’uscita da Gaza. Ingegnere informatico e matematico, sopravvissuto a un

bombardamento che gli aveva già strappato la moglie, i figli e decine di parenti, era stato selezionato per una borsa di studio dell’Università di Tor Vergata. Aveva ottenuto il visto, completato

tutte le procedure previste e il suo nome figurava tra i beneficiari autorizzati all’evacuazione verso l’Italia. Eppure non è mai arrivato a Roma.