Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiUn miliardo e 350 milioni di euro sono una cifra che, sulla carta, fa impressione. È questa la dotazione del nuovo decreto interministeriale destinato a rilanciare la mobilità sostenibile attraverso incentivi per l’acquisto di automobili, veicoli commerciali, motocicli, servizi di noleggio e altre forme di trasporto a basse emissioni. Un provvedimento atteso da mesi e ormai prossimo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che rappresenta uno dei più consistenti interventi pubblici degli ultimi anni nel settore automotive.
Ma non è tutto oro quello che luccica. L’Italia ha già sperimentato numerose campagne di incentivi all’acquisto di veicoli ecologici. In quasi tutti i casi il risultato è stata un’impennata delle immatricolazioni nei giorni di apertura della piattaforma, l’esaurimento delle risorse nel giro di poche settimane e, subito dopo, un ritorno del mercato alla situazione precedente.
Più che modificare la domanda, gli incentivi hanno spesso anticipato (o ritardato) acquisti che sarebbero stati effettuati comunque.
Nel caso dell’auto elettrica, il principale ostacolo alla sua diffusione non è soltanto il prezzo d’acquisto (il costo ancora elevato rispetto ai modelli tradizionali) ma anche il valore residuo incerto dell’usato, una rete di ricarica che, pur crescendo, presenta ancora forti squilibri territoriali, tempi di ricarica incompatibili con molte esigenze professionali e una diffusa incertezza normativa che spinge molti consumatori a rinviare la decisione.






