Una tecnologia di riconoscimento facciale nei negozi del Regno Unito a breve segnalerà in tempo reale alla polizia la presenza di autori di reati gravi. Lo riferisce The Guardian spiegando che organizzazioni per i diritti civili evidenziano la “pericolosa escalation” verso la sorveglianza e la tendenza nel nel settore del commercio al dettaglio a trattare problemi sociali, comportamenti comuni o intere categorie di persone attraverso la lente del diritto penale e del controllo di polizia.

Facewatch, azienda che offre un sistema di riconoscimento facciale utilizzato da più di 100 aziende – tra cui Sainsbury’s, B&M e Spar – per monitorare i furti, ha dichiarato che lancerà una funzionalità inedita nel Regno Unito per “allertare istantaneamente la polizia al riconoscimento di criminali più pericolosi. L’amministratore delegato di Facewatch, Nick Fisher, ha affermato che la novità sarà disponibile in autunno e avviserà la polizia in quattro secondi dopo avere individiato quando i “peggiori criminali”.

L’allarme dei diritti civili e i rischi di errore

Charlie Whelton, responsabile delle politiche e delle campagne di Liberty (organizzazione no-profit per le libertà civili) ha riferito preoccupazioni per lo “sviluppo non testato e opaco” e per il modo in cui alla tecnologia di riconoscimento facciale sia stato permesso di “proliferare senza alcuno strumento di regolamentazione”.