Il carosello pugliese non è un cetriolo ma un melone raccolto quando ancora acerbo. Ecco cosa confermano gli studi dell'ISPA-CNR di Bari, tra varietà locali e un dettaglio sulle cucurbitacine.

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Un frutto che cambia nome in base alla zonaLa cucurbitacina non è sempre assente, come si continua a scrivereUn patrimonio che resta fuori dai radar

In Puglia lo chiamano carosello, ma botanicamente non dovrebbe nemmeno stare nello stesso scaffale del cetriolo visto che appartiene alla specie Cucumis melo, la stessa del melone, il punto è che viene raccolto quando il frutto è ancora acerbo. Lo confermano gli studi dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR di Bari, che da anni si occupa di caratterizzare questa e altre varietà locali pugliesi insieme all’Università di Bari Aldo Moro. La confusione tassonomica, in fondo, è meno interessante della causa, visto che nella cucina contadina del Sud Italia il criterio non è mai stato lo scaffale del botanico ma quello della tavola. Il carosello si mangia crudo, ha la consistenza acquosa e croccante del cetriolo, e nelle insalate estive ne prende regolarmente il posto, pur essendo una sorta d’ “impostore” che nessuno reputa tale.