Restano timori sullo Stretto di Hormuz
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Inflazione, Warsh e trimestrali saranno i principali market mover della prossima settimana ma gli investitori dovranno ancora fare i conti con l’instabilità in Medio Oriente e la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz. Si partirà con i dati in arrivo soprattutto dagli Usa con l’inflazione di giugno (martedì), “attesa in rallentamento sia nella componente generale che in quella core”, scrivono gli analisti di Mps nel loro ‘Market movers’ settimanale. Subito dopo la pubblicazione del dato, la giornata proseguirà con la prima di due audizioni del numero uno della Fed Kevin Warsh al Congresso: il mercato vorrà capire se il presidente manterrà un tono più morbido, anche alla luce della recente debolezza del mercato del lavoro. Sempre negli States, la pubblicazione delle vendite al dettaglio (giovedì) e la produzione industriale (venerdì) chiuderanno il quadro sull’evoluzione del Pil nel secondo trimestre. Importanti dati giungeranno anche dalla Cina: la bilancia commerciale di giugno (martedì) sarà di particolare interesse per valutare se ci sia stato un miglioramento dell’import di petrolio. E poi il Pil del secondo trimestre (mercoledì), atteso in rallentamento a causa di una domanda interna che rimane piuttosto debole. Infine, gli occhi saranno puntati sul nuovo round di trimestrali, con le grandi banche Usa (Gs, BofA, JPMorgan, Wells Fargo e Citigroup) che apriranno le danze. Ma il focus sarà anche su due big del settore tech mondiale: Asml e Tsmc. I loro risultati serviranno a valutare la domanda di microchip, visti i recenti dubbi del mercato sulla sostenibilità del rally dei titoli legati all’AI.







