SACILE (PORDENONE) - Il salvataggio, lo scorso giugno nella zona del passo della Crosetta, di un escursionista di 75 anni recuperato dall'elicottero "Drago" dei vigili del fuoco dopo aver smarrito l'orientamento lungo il sentiero Cai 991, in Cansiglio, offre lo spunto alla sezione del Cai liventina per una riflessione sulla frequentazione consapevole della montagna e sulla gestione dei tracciati. «Da escursionista appartenente al Cai - sottolinea Giovanni Nieddu, presidente della sezione - la prima reazione leggendo questa notizia non è di giudizio, ma di immedesimazione: perdersi a causa di un imprevisto, della nebbia o di un cantiere forestale può capitare a chiunque e l'approccio non colpevolizzante è un grande segno di maturità culturale che tutti dovremmo avere. Spesso diamo per scontata la segnaletica bianco-rossa, dimenticando l'impegno dei volontari che, come in questo caso, escono sul campo a verificare le segnalazioni e a migliorare i tracciati».

IL SEGNALE Secondo Nieddu, il «vero colpo di genio di questa storia sta in quel particolare segnale che indica la presenza di campo per i cellulari o smartphone e in un'epoca dominata da app e tecnologia satellitare, a salvare una vita è stata un'intuizione analogica, semplice e straordinaria dei manutentori locali, che dimostra come la sicurezza si faccia sul territorio, con la prevenzione e l'empatia verso chi cammina e non con i rimproveri a posteriori. In fondo, in un mondo sempre più iper-tecnologico, è forse ancora il fattore umano a fare la vera differenza tra un pericolo e una vita salvata». «Nonostante una iniziale difficoltà nel raccogliere dettagli utili direttamente dall'interessato - aggiunge il vice presidente Luigi Spadotto - è stato eseguito un accurato sopralluogo tecnico lungo il tracciato in questione, per accertare l'effettiva presenza o meno di segnavia. Le verifiche sul campo hanno confermato la generale adeguatezza, coerenza e visibilità della segnaletica. L'unica reale discontinuità è stata localizzata in un'area temporaneamente interessata da lavori boschivi, ma i boscaioli operanti avevano comunque provveduto a tracciare un'indicazione provvisoria su un fusto d'albero per garantire la continuità del percorso». L'AUSILIO L'escursionista, parlando con il responsabile alla manutenzione, ha dichiarato che per telefonare ai soccorsi si è avvalso di un opportuno segnavia trovato lungo il sentiero, da dove è stato possibile telefonare e inviare messaggi. «Un'idea nata in sezione, fra i manutentori del sentiero, che in questo caso è stata fondamentale al recupero dell'escursionista - affermano Nieddu e Spadotto -. È essenziale ricordare che la segnaletica sul campo, per quanto curata e recentemente integrata, costituisce un ausilio e non un sostituto delle competenze base di orientamento come anche che il bosco fitto, la nebbia improvvisa o deviazioni logistiche possono confondere l'escursionista».