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Mariapaola Scaramuzza

Samir Seddiqi, 22 anni, ha vissuto a Mirano e ora studia a Trento. Ha inventato VitaAvanza che con dodici giovani consulenti aiuta chi arriva in Italia: «Ora sono all’ultimo anno di Economia e Management»

Arrivato a 17 anni dall’Afghanistan riconquistato dai Talebani, Samir come molti altri ragazzi era sprofondato nella nebbia, diventando invisibile. Grazie alla piattaforma AI da lui inventata, che dialoga con i migranti in 42 lingue, ora ha ritrovato la sua luce. «Good morning, Samir» si legge nella pagina di apertura, «ecco le azioni che puoi fare oggi: iscriviti immediatamente ad un corso intensivo di italiano» spiega l’AI. Poi arriva la sezione «Documenti» con il numero di domande da compilare, i documenti da rileggere e da aggiornare. E poi c’è la sezione «Lumen», che spiega come farsi luce in un nuovo paese, come uscire dalla «nebbia», da quell’opprimente invisibilità, per tornare ad essere visto. Per questo Samir Seddiqi, 22 anni, ha inventato VitaAvanza, una piattaforma AI native che con dodici giovani consulenti, tutti migranti o interessati a storie migratorie, aiuta chi arriva in Italia a trovare la propria luce nella società.Samir, sei arrivato in Italia come «minore non accompagnato»?«In Afganistan ero entrato a 15 anni in una scuola militare e lavoravo all’Aeroporto di Herat. Con il ritiro di NATO e USA ci siamo trovati in pericolo, sono arrivato in Italia con altri ragazzi come me. Non posso raccontare oltre, per motivi di sicurezza».