Il falso carabiniere aveva ormai in mano un bottino da 50 mila euro. Gioielli, monili e ricordi di una vita erano appena usciti dall'abitazione di due anziani vicentini, convinti di dover collaborare con un'indagine dell'autorità giudiziaria. La fuga del truffatore, però, è durata solo pochi minuti. A intercettarlo è stato il comandante della stazione dei carabinieri di Vicenza, il luogotenente Massimiliano Battocchio, che, pur essendo libero dal servizio, ha raccolto una segnalazione, si è precipitato sul posto e ha dato il via all'intervento che si è concluso con l'arresto in flagranza del presunto autore della truffa e con il recupero dell'intera refurtiva. L'operazione si è sviluppata a Maddalene nel giro di pochi minuti grazie alla collaborazione tra la stazione di Vicenza e i militari della sezione operativa del nucleo operativo e radiomobile.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto è iniziato con una telefonata ricevuta da una coppia di coniugi vicentini. Dall'altra parte della cornetta c'erano sedicenti appartenenti all'Arma dei carabinieri, che hanno raccontato una storia studiata nei minimi dettagli: durante una rapina sarebbero stati recuperati documenti riconducibili ai due anziani, circostanza che avrebbe reso necessari immediati accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria. Un copione ormai tristemente noto, ma che continua a fare vittime, soprattutto tra le persone più anziane. Facendo leva sulla paura e sull'urgenza della situazione, i truffatori hanno convinto i coniugi a raccogliere tutti i gioielli custoditi in casa. Poco dopo si è presentato alla porta un uomo che si è qualificato come incaricato della procura. Le vittime, convinte di trovarsi di fronte a un pubblico ufficiale, gli hanno consegnato preziosi e monili per un valore complessivo di circa 50 mila euro.