Per anni è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso le sue fragilità: la disoccupazione, lo spopolamento, le infrastrutture incompiute, una rete ferroviaria che lascia fuori alcuni dei luoghi più visitati della Calabria. Oggi, però, i numeri obbligano a guardare la provincia di Vibo Valentia da un’altra prospettiva. Nel 2025 il territorio vibonese è diventato contemporaneamente la capitale turistica della Calabria e la provincia italiana con la maggiore crescita percentuale delle esportazioni. Due record apparentemente lontani, ma che raccontano la stessa trasformazione: una piccola economia periferica sta cominciando a vendere fuori dai propri confini non soltanto camere, spiagge e paesaggi, ma anche prodotti, identità e marchi territoriali.
Non è ancora un miracolo economico. Il valore assoluto dell’export rimane contenuto e il turismo continua a essere concentrato in pochi comuni e nei mesi estivi. Ma il caso Vibo merita di essere studiato perché mostra cosa può accadere quando la notorietà internazionale di una destinazione incontra un sistema produttivo capace, almeno in parte, di trasformarla in domanda commerciale.
Quasi tre milioni di notti: un terzo del turismo calabrese passa da Vibo













