bari Dopo tentativi andati deserti, il Comune ci riprova. La Giunta ha dato l’ok a una delibera che aggiorna gli indirizzi per il nuovo bando di concessione dell’ex impianto Mitiladriatica, a Santo Spirito. La novità sostanziale riguarda la destinazione del compendio che, oltre alle attività turistico-ricreative (diverse da stabilimento balneare e spiaggia libera con servizi), potrà prevedere offerte legate all’ospitalità turistica per alloggi brevi. Una proposta lanciata dall’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, in accordo con l’Agenzia del Demanio, che arriva a seguito dell’assenza di partecipanti alle gare bandite in passato. Così come accaduto anche per altri ruderi presenti lungo la costa barese come la Vela 2 e l’Ancora a Palese, o Grotta Regina a Torre a Mare. Un cambio di destinazione d’uso sperimentale finalizzato a rendere più attrattivo l’investimento dei privati e accelerare le procedure per il recupero dell’immobile abbandonato che, da disposizioni dell’Agenzia del Demanio, non può essere abbattuto. Ma perché i precedenti bandi sono andati deserti?
«Evidentemente gli operatori economici di Bari e tutti quelli che potrebbero essere interessati hanno valutato l’iniziativa economicamente insostenibile. Tutti quanti vogliono il piatto pronto – commenta Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari (Sib) – Se c’è uno stabilimento balneare già perfettamente funzionante è diverso dal doverlo realizzare ex novo. E allora nessuno partecipa. L’esempio di Bari lo dimostra: ci sono dei vecchi stabilimenti balneari o ristoranti che possono essere destinati a questo tipo di attività, ma nessuno vuole fare un investimento importante». Però, aggiunge Capacchione, «deve essere chiaro a tutti che il piatto pronto, cioè rubare lo stabilimento altrui perfettamente funzionante ed economicamente sostenibile senza pagare nessun indennizzo, è contro non solo la legge ma anche il buon senso».






