La riapertura del dossier groenlandese dopo il vertice Nato di Ankara mette a nudo l’ambiguità dell’articolo 42.7 e l’assenza di strumenti europei di deterrenza. Tra frammentazione politica e vuoto istituzionale, l’Ue resta priva di una risposta credibile davanti a un possibile fait accompli americano. L’analisi di Elio Calcagno, responsabile di ricerca nel programma “Difesa, sicurezza e spazio” e di Federico Castiglioni, ricercatore nel programma “Ue, politica e istituzioni” dell’Istituto Affari Internazionali

La seconda amministrazione Trump continua a scuotere le fondamenta delle relazioni transatlantiche. Il ritorno della competizione tra grandi potenze rende ancora più evidente la frammentazione politica dell’Unione Europea e la vulnerabilità a sfide che spesso vanno oltre la semplice retorica ostile. Dall’inizio del 2025 la Casa Bianca punta a un ruolo egemonico in quello che definisce l’Emisfero Occidentale (inteso come le Americhe), dove non solo il Venezuela di Maduro, ma anche Paesi partner come Panama, Canada e Groenlandia sono, a fasi alterne, entrati nel mirino di quella che Donald Trump chiama “Donroe Doctrine” e che è tornata sulle prima pagine dei giornali dopo le dichiarazioni di Trump al vertice Nato di Ankara. Anche se l’interesse di Trump verso la Groenlandia non è una novità di questo mandato, l’inaspettata aggressività con cui il presidente americano aveva riaperto la questione alla fine del 2025 aveva destato sconcerto tra gli Europei, tanto che anche diversi esponenti della destra continentale si erano trovati costretti a prendere le distanze. Un fragile compromesso era stato apparentemente trovato due mesi fa attraverso un non meglio definito accordo di massima tra gli Stati Uniti e la Nato raggiunto da Trump e Mark Rutte a Davos. L’accordo, oggi, sembra non aver retto il summit di Ankara, diventando parte dell’escalation con gli europei legata alle spese Nato e al mancato sostegno di Francia e Germania (e ovviamente com’è noto Italia, con tutte le sue conseguenze politiche) nell’avventura iraniana.