Roma, 18 gen. (askanews) – Di fronte alle minacce di Trump sulla Groenlandia la risposta dell’Unione europea è stata (come quasi sempre) molto timida. Al momento si è concretizzata con l’invio volontario da parte di alcuni paesi (Francia, Germania e altri, in aggiunta alla Gran Bretagna, ma non Italia) di piccoli contingenti di militari per una esercitazione. Cosa che ha scatenato la reazione, a colpi di dazi, del presidente Usa.
Da quando la vicenda è iniziata si fa riferimento all’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione europea (Tue) che è un po’ il corrispettivo dell’articolo 5 della Nato che prevede l’aiuto, da parte dei paesi alleati, a qualsiasi Stato membro in caso di attacco. Ma la Groenlandia è un territorio dallo status molto particolare, e dunque c’è effettivamente un automatismo nell’attivazione dell’articolo 42.7 in questo caso? Innanzitutto, la Groenlandia è soggetta alla sovranità danese, come confermato dalla Corte permanente di Giustizia internazionale nel 1933. Nel 1946, la Danimarca ha registrato la Groenlandia come territorio non autonomo presso le Nazioni Unite ai sensi dell’articolo 73 della Carta Onu. E’ dunque uscita dallo status coloniale per essere integrata nel Regno di Danimarca, come confermato dall’Onu nel 1954. E anche gli Stati Uniti hanno riconosciuto la sovranità danese sulla Groenlandia.













