"Cercavamo un allenatore che conoscesse l’ambiente e dal primo giorno ho pensato a lui". Guido Angelozzi presenta così Marco Turati, nuovo tecnico dello Spezia, nel corso della conferenza andata in scena ieri nella sala stampa del Picco. Il direttore sportivo non nasconde la soddisfazione per aver riportato in maglia bianca uno dei protagonisti della promozione in Serie A del 2020. "Ci siamo visti qualche settimana fa e oggi siamo qui a presentare un allenatore che torna a casa. C’è stato un momento di difficoltà, ma siamo riusciti a portarlo. È giovane, ma ha già tanta esperienza e sarà un valore aggiunto". A prendere parola anche il vicepresidente Andrea Corradino, che ha portato il saluto del presidente Charlie Stillitano e del presidente Thomas Roberts. "È un ritorno a casa importante. Turati ha fatto parte del gruppo che ci ha portato in A. È una scelta importante del direttore, siamo convinti che possa regalarci grandi soddisfazioni e che, insieme, possano arrivare i risultati che questa piazza merita". Angelozzi ha poi ripercorso il legame nato proprio durante l’esperienza con Vincenzo Italiano. "Quando presi Italiano, Marco faceva parte di quel gruppo meraviglioso. Avevo l’impressione che avrebbe potuto fare carriera anche da primo allenatore. Aveva le mie stesse idee di calcio". Il direttore ha quindi ricordato il percorso successivo del tecnico: "Ha scelto di ripartire dalla D vincendo il campionato con il Siracusa. Lo scorso anno ha fatto un grande lavoro nonostante gli undici punti di penalizzazione. Aveva anche un’opportunità in B, ma quando ha saputo che c’era lo Spezia ha lasciato tutto per venire qui". Non è mancato un passaggio sul mercato e sulla rosa. "Abbiamo giocatori con contratti da A e B, ma oggi siamo in C. È una cosa che tutti devono capire. Chi rimane deve sposare la causa. Entro lunedì il mister avrà nove giocatori nuovi su cui iniziare a lavorare. Vedremo chi dei vecchi avrà voglia di restare".