di Orlando PacchianiSAN CASCIANO DEI BAGNIGuai a parlare direttamente dell’offerta di Banca Intesa Sanpaolo: l’ad di Banca Mps Luigi Lovaglio si trincera dietro il ’no comment’, le regole del passivity rule, il cda di giovedì 16 che potrebbe dare una prima risposta diretta dopo le prime interlocutorie. E però, girando intorno ai temi dell’attualità bancaria, lancia messaggi che confortano quello che Agnese Carletti, sindaca di San Casciano dei Bagni, introducendo la nuova edizione de ’La Terrazza: "Banca Mps non è solo un nome o un simbolo, è un modo di essere vicini al territorio, è un insieme di persone. Non può essere solo la pedina di un risiko più grande di noi".

Però in quel risiko ora Banca Mps c’è in pieno, con il rischio di finire divisa a metà tra Intesa Sanpaolo da una parte e Bper-Unipol dall’altra. E allora qui vale la metafora che Lovaglio snocciola, rispondendo a una delle domande di Pino Di Blasio che lo intervista per circa un’ora e mezzo (in prima fila, tra gli altri, anche il deputato Pd Giuseppe Provenzano): "La rete di Banca Mps è come una grande centrale elettrica che irradia energia, se poi uno la spezza e fa due centrali deve stare attento perché ci possono essere cali di tensione". Metafora chiara. Così come è chiaro il riconoscimento del valore della Banca e l’obiettivo che ancora è presente a Rocca Salimbeni: "Dobbiamo fare in modo che il valore di questa banca continui a crescere. Vale 30 miliardi in Borsa? Ma potenzialmente il valore può essere superiore, anche 40, 50, se chiedete un dipendente vi dirà è illimitato... abbiamo oltre 500 anni di storia, i dipendenti, i clienti, sappiamo parlare alle imprese e alle famiglie e questo è un vantaggio competitivo che non ha nessuno. Il nostro valore è enorme e non ancora del tutto espresso. Possiamo ancora crescere, il nostro ruolo come gruppo dirigente è far sì che il valore della banca continui a crescere".